Riabilitazione Del Pavimento Pelvico: Intervista Alla Dott.ssa Schifone

In occasione della Giornata Mondiale della Fisioterapia, abbiamo incontrato la dottoressa Simona Schifone, fisioterapista specializzata nella riabilitazione delle disfunzioni del pavimento pelvico presso UPMC Salvator Mundi International Hospital. Il pavimento pelvico sostiene gli organi pelvici, regola la continenza e partecipa alla funzione sessuale – eppure, i disturbi che lo riguardano restano troppo spesso sottovalutati o vissuti con imbarazzo, al punto che molte donne rinunciano a una valutazione specialistica.
Non è un problema raro: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno almeno 40 milioni di donne nel mondo convivono con condizioni di salute a lungo termine legate al parto, tra cui l’incontinenza urinaria, che riguarda tra l’8% e il 31% delle donne nel periodo post-partum.
Ne abbiamo parlato con la dottoressa, dalle prime settimane dopo il parto fino alla menopausa.
Quali sono i primi segnali a cui una donna dovrebbe prestare attenzione, e che spesso vengono sottovalutati o scambiati per altro?
Sono soprattutto piccoli segnali che tendiamo a considerare “normali”, e che invece non lo sono: perdite involontarie di urina con un colpo di tosse o uno starnuto, bisogno urgente e frequente di urinare, una sensazione di peso nella zona genitale e al basso ventre, stitichezza cronica e dolore durante i rapporti sessuali. Il punto è che nessuno di questi sintomi va vissuto come inevitabile – prima li si riconosce, prima si può intervenire e i risultati sono migliori, ma fondamentale rimane sempre la prevenzione.
Perché la gravidanza e il parto mettono così a dura prova questi muscoli, e quando è consigliabile iniziare la riabilitazione post-partum?
Durante la gravidanza il pavimento pelvico sostiene il peso crescente del feto, mentre gli ormoni rendono i tessuti più elastici e cedevoli. Il parto vaginale aggiunge un forte stiramento e, a volte, traumi diretti come lacerazioni o episiotomie: il risultato può essere una perdita di tono muscolare o un’alterazione della sensibilità.
Spesso le donne non vengono accompagnate in un percorso di preparazione al parto, attraverso esercizi e massaggio perineale, che consentirebbe di prevenire lacerazioni e, per questo, consiglio una prima valutazione specialistica circa 4-6 settimane dopo il parto – vaginale o cesareo che sia, il pavimento pelvico va comunque controllato. Analizziamo forza, coordinazione e capacità di rilassamento dei muscoli, e da lì costruiamo un programma su misura: esercizi in ambulatorio, altri semplicissimi da fare a casa, per recuperare la funzionalità e prevenire complicanze future.
Quali esercizi consiglia a una neomamma in questa fase, e cosa dovrebbe invece evitare?
Si parte da movimenti molto dolci: piccole contrazioni brevi del pavimento pelvico, per recuperare gradualmente percezione e sensibilità senza sovraccaricare i tessuti. Poi si passa a coordinare respirazione diaframmatica e contrazione pelvica – da sdraiate o sedute, respiri profondi abbinati a contrazioni di pochi secondi, seguite da un buon rilassamento. Con il recupero si aggiungono infine gli esercizi funzionali: imparare a “proteggere” il pavimento pelvico nei piccoli sforzi di ogni giorno, come prendere in braccio il bambino.
Da evitare, invece: corsa, salti, addominali tradizionali. Sono attività ad alto impatto che aumentano la pressione intra-addominale e rischiano di rallentare il recupero.
In menopausa i disturbi pelvici spesso peggiorano: che legame c'è con il calo ormonale, e come interviene la fisioterapia?
Non è un caso che in questa fase l'incontinenza urinaria riguardi il 45-50% delle donne. Con la menopausa gli estrogeni calano progressivamente, e sono proprio questi ormoni a mantenere elasticità, vascolarizzazione e tono dei tessuti del pavimento pelvico. Con il tempo diminuisce anche il collagene, le strutture di sostegno si indeboliscono, e cresce il rischio di incontinenza urinaria, prolasso degli organi pelvici e disagio nella vita intima.
La fisioterapia lavora su più fronti: rinforzo muscolare, rieducazione funzionale, recupero dell’elasticità dei tessuti. In alcuni casi uso il biofeedback: attraverso una sonda vaginale, la paziente vede in tempo reale l’attivazione dei propri muscoli e impara a contrarli e rilassarli correttamente – è un modo efficace per migliorare la consapevolezza del proprio corpo, non solo la forza.
Quali esercizi consiglia alle donne in menopausa per contrastare la perdita di tono?
Il lavoro si concentra soprattutto sulla presa di coscienza del pavimento pelvico così da poter inserire esercizi di forza ed elasticità. Gli esercizi per il benessere e la salute del pavimento pelvico sono denominati con l’acronimo PFMT (Pelvic Floor Muscle Training): un programma terapeutico che mira alla presa di coscienza, alla tonificazione e al rilassamento del pavimento pelvico attraverso esercizi che riguardano anche e soprattutto l’addome e i muscoli respiratori, per una migliore gestione muscolare durante uno starnuto, un colpo di tosse, durante lunghe passeggiate o comunque condizioni di aumento della pressione intra-addominale che portano a perdite urinarie. Si tratta di un lavoro sul corpo nel suo insieme, non solo sul singolo muscolo – ed è questo che fa la differenza nel tempo.
Incontinenza e dolore pelvico restano temi difficili da nominare. Cosa succede quando lo stigma tiene le donne lontane dalla cura, e cosa direbbe a chi non ne ha mai parlato con nessuno?
Lo stigma rappresenta ancora oggi uno degli ostacoli principali. Molte donne considerano alcuni sintomi una conseguenza inevitabile dell’età, della gravidanza o della menopausa, tendendo a minimizzarli. Altre provano imbarazzo nel parlarne, rinviando la richiesta di aiuto per anni. Questo ritardo, purtroppo, favorisce il peggioramento dei sintomi e ne aumenta l’impatto sulla vita quotidiana, sulle relazioni e sulla sfera sessuale.
A chi non ne ha mai parlato con nessuno vorrei dire che l’incontinenza, il prolasso o il dolore non sono condizioni da accettare passivamente: oggi esistono percorsi terapeutici efficaci e poco invasivi. Parlare apertamente di questi disturbi è il primo passo verso la cura e il recupero del benessere.
Come ricorda la dottoressa Schifone, i disturbi del pavimento pelvico non vanno accettati passivamente. Prenota una valutazione con il team di riabilitazione del pavimento pelvico di UPMC Salvator Mundi International Hospital.