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Morbo di Crohn: Sintomi, Dieta, Cure e Chirurgia per Gestire la Malattia

Morbo di Crohn: Sintomi, Dieta, Cure e Chirurgia per Gestire la Malattia | UPMC Italy

Il morbo di Crohn è una malattia infiammatoria cronica intestinale (MICI) che può colpire qualsiasi tratto dell’apparato digerente, dalla bocca all’ano, causando infiammazione e ulcere. Non esiste una cura definitiva, ma oggi è possibile controllare i sintomi e prevenire le riacutizzazioni grazie a terapie farmacologiche mirate, a una corretta alimentazione e, nei casi più complessi, alla chirurgia.

Una gestione multidisciplinare consente di migliorare la qualità di vita e mantenere la malattia in remissione nel lungo periodo.

Terapie Farmacologiche per il Morbo di Crohn

Il morbo di Crohn è una patologia immunomediata: il sistema immunitario attacca erroneamente l’intestino, provocando infiammazione cronica.

Le terapie farmacologiche hanno l’obiettivo di ridurre l’infiammazione, controllare i sintomi e prolungare la remissione.

Sintomi del Morbo di Crohn

I sintomi possono variare in intensità e alternare fasi di riacutizzazione e remissione. I più comuni sono:

  • Diarrea persistente.
  • Dolore e crampi addominali.
  • Sangue nelle feci.
  • Febbre.
  • Stanchezza e perdita di peso.

La malattia alterna fasi di riacutizzazione e periodi di remissione, durante i quali i sintomi migliorano sensibilmente. I farmaci immunosoppressori contribuiscono, inoltre, a prolungare la remissione, rendendo gli episodi più sporadici.

Farmaci per il Morbo di Crohn

La terapia viene personalizzata in base a età, gravità della malattia, sede dell’infiammazione e risposta ai trattamenti.

  • Immunosoppressori: Riducono la risposta immunitaria e l’infiammazione intestinale.
  • Farmaci biologici: Anticorpi monoclonali che bloccano specifiche proteine infiammatorie.
  • Corticosteroidi: Utili nelle fasi acute per controllare l’infiammazione.
  • Antibiotici: Indicati in presenza di infezioni e complicanze.
  • Farmaci sintomatici: Antidiarroici e antidolorifici.

La terapia può essere modificata nel tempo e spesso prevede combinazioni di farmaci per mantenere la remissione e prevenire complicanze.

Stile di vita e morbo di Crohn

Le abitudini quotidiane hanno un ruolo chiave nella gestione della malattia. Alimentazione, sonno, attività fisica e gestione dello stress possono contribuire a ridurre i sintomi e migliorare il benessere generale.

Morbo di Crohn e Alimentazione: Cosa mangiare

Non esiste una dieta valida per tutti, ma un’alimentazione adeguata aiuta a prevenire malnutrizione e perdita di peso.

Durante le Riacutizzazioni

Quando i sintomi sono attivi, è consigliabile:

  • Fare pasti piccoli e frequenti.
  • Preferire alimenti poveri di fibre e facilmente digeribili.
  • Evitare cibi irritanti.

Alimenti generalmente tollerati:

  • Riso bianco e pane bianco.
  • Verdure cotte e senza buccia.
  • Carne magra e pesce.
  • Uova.
  • Tofu.
  • Burro di arachidi.

È spesso utile limitare:

  • Alcol.
  • Caffè.
  • Latticini (in caso di intolleranza al lattosio).

Durante la remissione

Nelle fasi di benessere è importante seguire una dieta equilibrata che includa:

  • Frutta e verdura.
  • Cereali integrali.
  • Proteine magre.
  • Grassi sani (olio d’oliva, avocado, frutta secca).

Un nutrizionista o gastroenterologo può elaborare un piano alimentare personalizzato e valutare eventuali integratori (vitamina D, calcio, ferro, proteine).

Stile di vita: Abitudini utili a chi ha il morbo di Crohn

Adottare uno stile di vita sano può ridurre il rischio di riacutizzazioni:

  • Dormire 7-8 ore per notte.
  • Ridurre lo stress ( yoga, meditazione, supporto psicologico).
  • Smettere di fumare.
  • Curare l’igiene delle mani per prevenire infezioni.
  • Fare attività fisica moderata regolare.

Quando serve la chirurgia per il morbo di Crohn

La chirurgia può essere necessaria in presenza di:

  • Stenosi intestinali.
  • Fistole.
  • Ascessi.
  • Malattia non controllabile con i farmaci.

L’intervento consiste generalmente nella rimozione del tratto intestinale danneggiato e nel collegamento delle parti sane. La chirurgia non è risolutiva: la malattia può ripresentarsi, per questo è fondamentale continuare le terapie e i controlli specialistici.

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