Si Può Avere Un Infarto Prima Dei 50 Anni?

Sì: gli infarti prima dei 50 anni sono in aumento, in Italia come altrove, e non sono più un'eccezione statistica. Le malattie cardiovascolari restano la prima causa di morte a livello globale, ma il dato che sta cambiando è l’età – un evento un tempo tipico degli over 60 oggi colpisce sempre più spesso persone under 50, in alcuni casi under 45.
Le cause sono diverse, e in gran parte modificabili. Vediamo quali sono, insieme ai segnali da riconoscere e a cosa fare per ridurre il rischio.
Che cos'è un infarto?
L’infarto si verifica quando un’arteria si ostruisce e il sangue non riesce più a raggiungere il cuore. La riduzione o l'interruzione del flusso sanguigno provoca un danno al muscolo cardiaco: il termine medico corretto è infarto del miocardio.
Non va confuso con l’arresto cardiaco improvviso, che si verifica quando il cuore smette di battere per un problema del sistema elettrico. Un arresto cardiaco può essere conseguenza di un infarto, ma nei giovani è spesso legato a condizioni congenite non diagnosticate: il collasso improvviso di un giovane atleta durante lo sport, ad esempio, è generalmente dovuto a un’anomalia cardiaca e non all'ostruzione di un'arteria.
La distinzione è importante perché, in questo articolo, l’attenzione è rivolta ai fattori che favoriscono l’ostruzione delle arterie nei soggetti più giovani.
Come riconoscere i sintomi
I sintomi classici dell’infarto includono dolore o senso di oppressione al petto – spesso irradiato al braccio sinistro, alla mandibola o alla schiena – respiro corto, sudorazione fredda, nausea.
Nei giovani, e in particolare nelle donne, la presentazione può essere più sfumata o atipica: stanchezza improvvisa e inspiegabile, dolore addominale, affanno anche a riposo, vertigini. Questa variabilità è una delle ragioni per cui l’infarto in età giovanile viene a volte riconosciuto in ritardo.
In presenza di uno o più di questi segnali, soprattutto se compaiono all’improvviso, è necessario rivolgersi al pronto soccorso senza aspettare che passino da soli.
Quanto sono frequenti gli infarti sotto i 50 anni?
Secondo i dati ANMCO (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri), circa il 6% degli infarti in Italia riguarda persone con meno di 45 anni: i casi annui sono passati da circa 5.000 a oltre 6.000.
Anche l’ictus segue una tendenza simile: secondo A.L.I.Ce. Italia (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale), tra il 10% e il 15% dei casi coinvolge persone under 50. E secondo l’Istituto Superiore di Sanità (dati 2024), il 41% degli italiani tra 18 e 69 anni presenta già almeno tre fattori di rischio cardiovascolare.
Perché gli infarti nei giovani stanno aumentando?
L’età è sempre stata uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, ma oggi diversi elementi contribuiscono ad aumentare il rischio anche prima dei 50 anni.
COVID-19
Uno studio statunitense pubblicato nel 2022 sul Journal of Medical Virology (Cedars-Sinai Medical Center, su dati dei Centers for Disease Control and Prevention) ha analizzato il legame tra COVID-19 e infarto. Nei primi due anni della pandemia, tra le persone di 25-44 anni i decessi per infarto sono aumentati di circa il 30% – l’incremento più alto tra tutte le fasce d'età.
Gli scienziati ritengono che il COVID-19 possa favorire la formazione di coaguli sanguigni, provocare infiammazione cardiaca e contribuire all’aumento della pressione arteriosa.
Diabete
Anche il diabete è sempre più diffuso tra i giovani adulti. Uno studio statunitense pubblicato su JAMA nel 2023 ha rilevato che, tra il 2009 e il 2020, la quota di persone tra i 20 e i 44 anni con diabete è salita dal 3% al 4%.
Il diabete è un importante fattore di rischio cardiovascolare: livelli elevati di zucchero nel sangue danneggiano i vasi sanguigni, e la condizione è spesso associata a pressione alta e colesterolo elevato – entrambi fattori che aumentano il rischio di infarto.
Tra chi ha un infarto prima dei 50 anni, circa una persona su cinque è diabetica.
Familiarità
La predisposizione genetica influisce su diversi fattori legati alla salute cardiovascolare, inclusi colesterolo, pressione arteriosa e rischio di diabete.
Una condizione ereditaria particolarmente rilevante è l’ipercolesterolemia familiare, che provoca livelli elevati di colesterolo già in giovane età. Se non trattata, porta un infarto prima dei 50 anni in circa la metà degli uomini che ne sono affetti, e prima dei 60 in circa un terzo delle donne.
Il problema è che solo una piccola parte dei casi viene effettivamente diagnosticata.
Come ridurre il rischio di infarto in giovane età?
Molti fattori di rischio possono essere modificati attraverso scelte consapevoli e uno stile di vita sano.
- Conoscere la propria storia familiare: sapere se in famiglia sono presenti malattie cardiovascolari aiuta a identificare precocemente eventuali rischi.
- Effettuare controlli medici periodici: pressione arteriosa, colesterolo, glicemia e altri indicatori vanno monitorati con regolarità.
- Gestire lo stress: tecniche di rilassamento e attività che favoriscono il benessere psicofisico possono contribuire alla salute del cuore.
- Praticare attività fisica regolarmente: l’obiettivo consigliato è almeno 150 minuti di attività moderata a settimana.
- Prestare attenzione alla salute mentale: ansia e depressione possono avere effetti negativi sul sistema cardiovascolare e rendere più difficile mantenere uno stile di vita sano.
- Seguire un’alimentazione equilibrata: privilegiare cereali integrali, proteine magre, frutta, verdura e latticini a basso contenuto di grassi, limitando zuccheri aggiunti, sale e grassi saturi.
- Smettere di fumare: il fumo aumenta significativamente il rischio di infarto.
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