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Cardiopatia Ischemica

La cardiopatia ischemica è una patologia causata dalla riduzione del flusso di sangue nelle arterie coronarie, che limita l’apporto di ossigeno al muscolo cardiaco. Quando il cuore non riceve l'ossigeno necessario, può andare incontro a una condizione di sofferenza che, nel tempo, ne compromette la funzionalità. Nei casi più gravi, un’ostruzione improvvisa delle coronarie può provocare un infarto del miocardio, una delle principali emergenze cardiovascolari.


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Che Cos’è La Cardiopatia Ischemica?

La cardiopatia ischemica, nota anche come ischemia coronarica, è una patologia cardiovascolare caratterizzata da un insufficiente apporto di sangue e ossigeno al muscolo cardiaco. Questa condizione si verifica quando le arterie coronarie si restringono o si ostruiscono, limitando il normale flusso sanguigno verso il cuore.

Il cuore necessita di un costante rifornimento di ossigeno per funzionare. Quando il fabbisogno miocardico supera la quantità di sangue fornita dalle coronarie, il tessuto cardiaco soffre – una condizione chiamata ischemia. Se il deficit persiste, compromette progressivamente la funzionalità cardiaca e aumenta il rischio di insufficienza cardiaca.

L’evento più grave è l’occlusione improvvisa di una coronaria, che causa infarto del miocardio – una condizione che richiede intervento medico immediato e comporta rischi di arresto cardiocircolatorio.

Le cause della cardiopatia ischemica

Il 90% dei casi di cardiopatia ischemica è causato da aterosclerosi coronarica: progressivo accumulo di placche lipidiche all’interno delle arterie coronarie che ne riduce il calibro. Le placche si formano nel corso di anni o decenni, restringendo gradualmente il lume arterioso. Se una placca si rompe improvvisamente, può scatenarsi la trombosi acuta e l’occlusione coronarica.

Spasmi coronarici: restringimenti transitori e improvvisi delle arterie coronarie che limitano temporaneamente l’apporto di ossigeno. Rappresentano meno del 5% dei casi e sono spesso associati a stress emotivo, freddo o abuso di sostanze.

I fattori di rischio della cardiopatia ischemica

I principali fattori che aumentano il rischio di aterosclerosi coronarica sono:

  • Ipertensione arteriosa – Accelera il danno endoteliale e la formazione di placche.
  • Ipercolesterolemia – LDL elevato favorisce direttamente l’aterosclerosi.
  • Diabete mellito – Aumenta infiammazione vascolare e disfunzione endoteliale.
  • Fumo – Danno diretto all’endotelio e protrombosi.
  • Sedentarietà – Fattore favorente metabolico.
  • Familiarità/Predisposizione genetica – Maggior predisposizione all’aterosclerosi precoce.

La gestione preventiva di questi fattori è essenziale per ridurre il rischio.

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Quali Sono i Sintomi Della Cardiopatia Ischemica?

I sintomi dipendono dall’entità e dalla durata dell’ischemia miocardica. La malattia si sviluppa spesso silenziosamente nel corso di anni, senza dare segnali evidenti fino a manifestazioni più serie.

Angina Stabile (riduzione parziale e cronica del flusso)

  • Dolore al petto descritto come pressione, peso, costrizione – tipicamente durante sforzo fisico o stress emotivo.
  • Dolore che irradia a spalla, braccio sinistro, collo, mandibola o schiena.
  • Mancanza di respiro associata al dolore.
  • Affaticamento inusuale.
  • I sintomi scompaiono con riposo o nitrati.

Angina Instabile o Infarto (ostruzione acuta o quasi-completa)

  • Dolore toracico severo, improvviso, persistente (non passa con riposo).
  • Sudorazione fredda abbondante.
  • Nausea e vomito.
  • Debolezza, capogiri, sincope.
  • Mancanza di respiro grave.

Se avverti dolore toracico severo che non passa in pochi minuti, mancanza di respiro severa o sincope, chiama il 118 immediatamente. Non attendere né assumere farmaci da banco.

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Come Viene Diagnosticata La Cardiopatia Ischemica?

La diagnosi segue un percorso sequenziale basato su sintomi, fattori di rischio e risultati degli esami iniziali.

Fase 1: Screening Iniziale

  • Anamnesi e visita clinica – Valutazione dei sintomi, fattori di rischio, segni fisici.
  • Elettrocardiogramma (ECG) – Documenta alterazioni dell’attività elettrica compatibili con ischemia acuta o pregresso infarto.
  • Esami del sangue – Troponina (marcatore di danno miocardico acuto), colesterolo, glicemia, funzionalità renale ed epatica.

Fase 2: Test Funzionali (per valutare ischemia inducibile)

  • Test da sforzo (Ergometria) – Monitorizza ECG e sintomi durante attività fisica per rilevare ischemia inducibile.
  • Scintigrafia miocardica – Esame di medicina nucleare che visualizza le aree del miocardio con perfusione ridotta (meno usato oggi, sostituito da TAC coronarica).

Fase 3: Imaging Strutturale

  • Ecocardiogramma – Ultrasuoni che valutano la struttura cardiaca e la contrattilità del miocardio; rileva danni regionali da pregresso infarto.
  • TAC coronarica (Coronarografia TC) – Esame radiologico che visualizza direttamente le coronarie e quantifica le placche aterosclerotiche; ha sostituito la scintigrafia come second-line.
  • Risonanza magnetica cardiaca (RM) – Immagini ad alta risoluzione della funzione e della perfusione miocardica; utile per valutare danni da ischemia cronica.

Fase 4: Gold Standard Diagnostico e Terapeutico

  • Coronarografia (Angiografia coronarica) – Procedura invasiva che visualizza direttamente le coronarie mediante mezzo di contrasto; permette di identificare il grado di stenosi e simultaneamente di trattarla con angioplastica se necessario. Indicata quando il rischio è moderato-alto o quando il test non invasivo suggerisce ischemia significativa.

L’insieme di questi esami consente di confermare la diagnosi, stratificare il rischio e definire il percorso terapeutico appropriato.

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Come Viene Trattata La Cardiopatia Ischemica?

Il trattamento dipende dalla forma clinica (angina stabile vs instabile vs infarto) e dalla gravità dell’ischemia.

Angina Stabile – Terapia Medica e Prevenzione

Farmaci fondamentali:

  • Antiaggreganti (Aspirina) – Riduce il rischio di trombosi.
  • Beta-bloccanti – Diminuiscono frequenza cardiaca e consumo di ossigeno del cuore.
  • ACE-inibitori o Sartani – Proteggono la funzione cardiaca e riducono la pressione.
  • Statine – Controllano il colesterolo e rallentano la progressione dell’aterosclerosi.
  • Nitrati – Dilatano le coronarie e riducono il carico cardiaco (assunti al bisogno o in profilassi).

Modifiche dello stile di vita (essenziali):

  • Sospensione del fumo.
  • Controllo della pressione arteriosa e della glicemia.
  • Alimentazione mediterranea (ridotta in sale e grassi saturi).
  • Attività fisica regolare (30 minuti al giorno, 5 giorni a settimana).
  • Gestione dello stress.

Angina Instabile o Infarto – Intervento Urgente

In questi casi, oltre ai farmaci sopra elencati, è indicato un intervento immediato per ripristinare il flusso coronarico:

  • Angioplastica coronarica con stent – Procedura mininvasiva per riaprire l’arteria ostruita mediante un palloncino gonfiabile e l’inserimento di una rete metallica di supporto (stent). Nel caso di infarto STEMI, deve essere eseguita entro 120 minuti dalla presentazione (cateterismo d’emergenza).

Quando la Terapia Medica Non È Sufficiente – Chirurgia

Se l’ischemia è diffusa e coinvolge più coronarie, o se l’angioplastica non è possibile o è fallita:

  • Bypass aorto-coronarico – Intervento chirurgico che crea un percorso alternativo per il sangue usando un vaso prelevato da un’altra parte del corpo (arteria mammaria interna, radiale, o vena safena). Consente di aggirare il tratto coronarico ostruito.

La scelta del trattamento viene effettuata dal cardiologo o dal cardiochirurgo in base all’estensione della malattia, al grado di ischemia, all’età e alle condizioni generali del paziente.

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Revisione settembre 2026.